Il borgo

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Immersi nel verde…

Il Borgo di Saint-Rhémy-en-Bosses, chiamato Eudracinum in epoca romana, è circondato da secolari foreste di larici e abeti ed è situato a 1521 m, nell’alta valle del Gran San Bernardo.

Il villaggio mantiene intatto il fascino di una natura incontaminata e del suo passato storico di tappa – mansio romana per il controllo delle strade – sull’antica via delle Gallie; nonché di ultima stazione di posta al tempo dei soldats de la neige.

Oggi è possibile ripercorrere il tracciato dell’antica strada romana: da Saint-Rhémy, passando attraverso una gola ricca di conifere, in uno scenario fiabesco, una carrozzabile ci conduce fino ai piedi del Colle del Gran San Bernardo.

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La storia…

Importante via di comunicazione, per il Colle sono passati condottieri, pellegrini, papi, viandanti e perfino Napoleone, nel maggio del 1800. Durante il periodo invernale, il collegamento stradale con il resto d’Europa è assicurato dal Traforo del Gran San Bernardo.

La funzione di centro abitato più vicino al colle sul versante alpino meridionale ha caratterizzato Saint-Rhémy nei secoli. Il toponimo latino è Endracinum; in epoca romana sul posto sorgeva un importante mansio a controllo della strada, mentre la villa del dominus Baucius sorgeva poco distante dall’arteria, sulla collina.

Subì le invasioni degli Unni, dei Burgundi, dei Longobardi, dei Carolingi e dei Saraceni, passando di mano in mano tra il VI al X secolo. Secondo la tradizione, durante la dominazione burgunda il re Gontrano, di passaggio per la valle, si fece battezzare da San Remigio arcivescovo di Reims nel 496 d.C., dando quindi il nome al paese.

Saint-Rhémy-en-Bosses è citata nel resoconto dell’itinerario di Sigerico di Canterbury, il quale attorno al 990 si recò a Roma per ricevere dalle mani del Pontefice Giovanni XV il Pallio; il percorso descritto dall’arcivescovo britannico nei secoli successivi sarebbe stato chiamato Via Francigena. In particolare la località ne rappresentava la XLVIII tappa (submansio), e fu definita dall’Arcivescovo di Canterbury Sce Remei. Egli vi soggiornò prima di oltrepassare il Colle del Gran San Bernardo.

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Cosa fare, cultura, sport ed escursioni…

Per gli amanti della neve, dello sci e delle gite di scialpinismo, i pendii della Testa di Crevacol, aperti e soleggiati, ospitano un bel comprensorio sciistico di circa 22 km, fino ai 2400 metri di quota; con una impressionante vista su tutta la Valle del Gran San Bernardo.

Numerosi anche gli itinerari per escursioni estive a piedi o in mountain-bike, per immergersi nelle bellezze floristiche e faunistiche della Valle. Piuttosto celebre il percorso dell’Alta Via n° 1, nonché le escursioni ai Colli Citrin e Serena (di questa località è nota l’acqua ferruginosa, curativa, della Fonte di Citrin, che scende dai 1800 metri dell’omonimo vallone e sgorga nel paese di Saint-Rhémy-en-Bosses dalla fontana posta nel piazzale del municipio).

Da vedere: la Casaforte di Chez-Vuillen e l’antico lavatoio in pietra con lo stemma dei Conti Savin di Bosses, il Castello dei Signori di Bosses, risalente al XV secolo e, al Colle, il museo dell’Ospizio del Gran San Bernardo, vicino al quale si può visitare, in estate, anche l’allevamento dei cani San Bernardo, veri antesignani dei moderni mezzi di soccorso.

Nel mese di luglio a Saint Rhémy en Bosses si svolge la tradizionale sagra del Jambon de Bosses, dedicata al celebre e pregiato prosciutto crudo dal sapore delicato, stagionato rigorosamente negli alpeggi di montagna di questa località. Questo prodotto ha anche ottenuto recentemente il riconoscimento D.O.P.

Un po’ di goliardia non può mancare: l’ultima domenica di Carnevale sfilano per le vie del paese le colorate maschere di Bosses, ornate da un ricchissimo costume rosso che riprende gli abiti usati dall’armata di Napoleone che giunse in Valle d’Aosta a metà maggio del 1800.